17 Ott Cisco 2025: le PMI italiane nel mirino dei cybercriminali
Le piccole e medie imprese italiane restano un bersaglio privilegiato per i cybercriminali.
Secondo il nuovo report Cisco Cybersecurity Readiness Index 2025, indagine annuale che valuta la preparazione delle aziende a fronteggiare le minacce informatiche, il 33% delle PMI ha subito almeno un attacco informatico nell’ultimo anno.
Tra le minacce più diffuse spiccano phishing, ransomware e attacchi potenziati dall’intelligenza artificiale, in costante aumento.
Nonostante questo scenario, il 95% delle aziende si dichiara sicuro delle proprie difese, un ottimismo che rischia di trasformarsi in un boomerang.
Investimenti in crescita, ma ancora insufficienti
Il panorama non è del tutto negativo: il 30% delle PMI prevede di modernizzare l’infrastruttura IT entro due anni, e quasi la totalità punta a rivedere le soluzioni di sicurezza.
Cresce anche l’interesse per l’intelligenza artificiale, con il 44% delle aziende pronte a introdurre sistemi intelligenti di protezione. Tuttavia, solo il 21% ha incrementato significativamente il budget per la cybersecurity negli ultimi due anni — segno che la consapevolezza non sempre si traduce in azioni concrete.
Poche competenze e difese frammentate
Resta forte il problema della carenza di specialisti: l’80% delle PMI fatica a trovare figure qualificate, e solo un terzo delle aziende prevede formazione o nuove assunzioni nel settore.
A peggiorare la situazione è la frammentazione delle difese informatiche: oltre la metà delle imprese utilizza tra 11 e 40 strumenti diversi, rendendo la protezione meno efficace e più complessa da gestire
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