11 Dic Attacco hacker alla Asl dell’Aquila: richieste di risarcimento per 2,5 milioni
Ammontano a quasi due milioni e mezzo di euro le prime cinque richieste di risarcimento presentate da cittadini coinvolti nel grave attacco hacker alla Asl dell’Aquila, nel quale sono stati sottratti 550 gigabyte di dati sanitari.
Le istanze, firmate dagli avvocati Marco Colantoni e Pier Luigi D’Amore, seguono un’approfondita analisi tecnica che evidenzierebbe gravi carenze nella protezione dei dati da parte dell’azienda sanitaria. Il Garante Privacy ha infatti accertato plurime violazioni, mentre gli esperti parlano di vulnerabilità note e facilmente risolvibili che avrebbero permesso agli hacker di infiltrarsi nei sistemi.
I dati trafugati comprendono referti, cartelle cliniche complete e informazioni altamente sensibili, tra cui diagnosi oncologiche, disturbi psichiatrici e certificazioni relative a interruzioni volontarie di gravidanza.
Le richieste sono state presentate in via stragiudiziale, ma i legali sono pronti ad agire in giudizio. Il caso potrebbe aprire la strada a numerose nuove azioni risarcitorie, mentre proseguono le indagini della Polizia Postale, coordinate dalla Procura di Campobasso.
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